{{brizy_dc_image_alt entityId=
Perché il tuo sito diventa il nuovo social media

Entro il 2027, secondo stime e dati di aziende di consulenza globale, circa il 75% delle ricerche online inizierà dalle intelligenze artificiali (fonte dei dati della divisione globale di consulenza digitale, design e customer experience di IBM, IBM iX).

Ecco perché ho analizzato e studiato la situazione attuale e quella sul prossimo futuro cercando di creare una panoramica a 360 gradi su quello che è il marketing digitale moderno. Significa che sempre più persone non cercheranno più solo "parole chiave", ma faranno domande complete, contestualizzate e su misura, aspettandosi risposte dirette, chiare e affidabili.

In questo nuovo scenario, il sito web torna al centro, non come vetrina statica, ma come fonte primaria da cui le AI apprendono, selezionano e citano.

Molte aziende, freelance e professionisti negli ultimi anni sono cresciuti quasi esclusivamente grazie ai social media. Facebook, Instagram, TikTok hanno portato visibilità, contatti, clienti.

Il problema è che:

  • i social sono sistemi chiusi
  • le AI non possono accedervi né memorizzarne i contenuti (con l’unica grande eccezione di YouTube)
  • ciò che non è accessibile alle AI non può essere citato, suggerito o raccomandato

Questo crea un rischio concreto perché un’azienda può essere molto conosciuta sui social… ma invisibile per le intelligenze artificiali.

Quello che sembrava superato da decenni, ossia il sito web, in realtà è l'unica cosa che vale la pena tenere sempre in ottima forma, magari affiancandoci abbonamenti di manutenzione, sicurezza e backup.

E se le ricerche iniziano dalle AI, essere invisibili lì significa interrompere il flusso di nuovi clienti in futuro.

L’errore più diffuso è infatti aver pensato per tanti anni:

"Ho i social, il sito è secondario."

Oppure:

"Il sito ce l’ho, ma tanto i clienti arrivano da Instagram."

Questo funzionava prima. Prima delle AI. Prima delle ricerche conversazionali. Prima che la visibilità diventasse una questione di citabilità, non di like.

Molti business hanno costruito fatturati importanti su piattaforme che non hanno mai posseduto.
Questo rischio era noto già anni fa, ma spesso veniva ignorato perché "tanto funziona".

Ora quel debito tecnico e strategico sta arrivando a scadenza.

La soluzione non è abbandonare i social. La soluzione è cambiare il loro ruolo.

Il vero e primo asset diventa il sito web:

  • aperto
  • indicizzabile
  • leggibile dalle AI
  • strutturato
  • mantenuto
  • aggiornato

Il sito diventa il tuo nuovo social media proprietario.
I social restano utili, ma come canali di amplificazione, relazione umana, non come fondamenta.

E affinché le AI possano davvero "entrare" nel tuo sito, oggi è necessario adattarlo tecnicamente con struttura, contenuti, semantica, performance, sicurezza. Tutto quello che posso fare per i miei clienti.
Regole che oggi pochissimi stanno applicando, ma che faranno una differenza enorme.

Procedimento in 5 passi:

  1. Riconosci il cambiamento delle ricerche

Non si cercano più keyword brevi e secche, ma domande umane, con contesto e obiettivo chiaro.

  1. Trasforma il sito nella fonte primaria

Il tuo sito deve contenere i contenuti più importanti, più approfonditi, più duraturi. I cosidetti contenuti evergreen.

  1. Rendi il sito "AI-ready"

A livello tecnico e strutturale che serve per performance, sicurezza, manutenzione, organizzazione dei contenuti, accessibilità ai modelli AI.

  1. Rivedi il piano editoriale

Meno contenuti generalisti. Più contenuti verticali, specifici, iper-mirati. È ciò che le AI premiano e citano.

  1. Usa i social come ponte tra sito e relazioni umane, non come casa

Le community forti continueranno a vivere sui social. Come i nuovi social verticali, per esempio Strava per lo sport. Ma per creare queste community, farle crescere e mantenerle, si passerà sempre di più dalle AI, come se le AI fossero i nostri nuovi agenti commerciali.

Immagina quindi due aziende simili.

La prima ha puntato tutto su Instagram:

  • buon engagement
  • molti follower
  • sito poco aggiornato
  • pochi contenuti strutturati

La seconda ha investito nel sito:

  • articoli verticali
  • aggiornamenti costanti
  • struttura tecnica curata
  • contenuti leggibili dalle AI

Quando un utente chiede a un’AI: "Chi può aiutarmi per [problema specifico] nella mia zona?"

La prima azienda non esiste. La seconda viene citata. Puntare su una piattaforma che non si possiede era sconsigliato già prima dell'avvento dell'intelligenza artificiale.

Il flusso di nuovi clienti della prima si interrompe bruscamente. Quello della seconda continua, anche senza campagne pubblicitarie a pagamento.

Entro il 2027 la maggior parte delle ricerche online inizierà dalle intelligenze artificiali, che non possono accedere ai social media perché sono sistemi chiusi. Le AI apprendono principalmente dai contenuti pubblicati sui siti web. Le aziende cresciute solo tramite social rischiano un improvviso e brusco calo di nuovi clienti perché non sono citabili dalle AI. Per mantenere continuità è necessario investire nel sito web come asset proprietario, adattarlo tecnicamente ai modelli AI, pubblicare contenuti verticali e usare i social come canali di supporto. Il sito diventa il nuovo social media dell’azienda.

Resta agile. Continua a eccellere. Guida il cambiamento.


Chi sono

Sono Patrick Pasquillo, Digital Collaboration Specialist e consulente tecnologico strategico per micro-imprese, professionisti, associazioni e piccole realtà aziendali in Svizzera e in Italia. Aiuto i business locali a progettare processi di lavoro più agili e sostenibili attraverso l’uso efficace di strumenti software affidabili, conformi alla LPD e alle normative europee.

Lavoro ogni giorno per la contabilità digitale (con soluzioni agili come Banana Contabilità+), CRM utili a livello strategico aziendale, automazioni operative, gestione, sicurezza, backup, manutenzione e aggiornamento di siti WordPress, sicurezza digitale pratica per persone e aziende, e ottimizzazione dei flussi di collaborazione aziendale interna.

La mia filosofia professionale è semplice: rendere la tecnologia comprensibile, utile e realmente applicabile, affinché ogni organizzazione, anche la più piccola, possa rimanere agile, continuare a eccellere e guidare il proprio cambiamento.

Ultime news

×

Caricamento...